Questo viaggio inizia a Naxos, anche conosciuta come Nasso, un’isola delle Cicladi ancora non raggiunta dalla massa dei turisti. Una terra pressoché inabitata a causa dell’asperità del suo entroterra montano che di rado gode della rigenerante pioggia. Il legame tra l’isola e i suoi pochi abitanti si ritrova nelle numerosissime cappelle ortodosse, nella classica veste bianca con modeste cupole azzurre e nei piccoli villaggi da cui la popolazione non si allontana neanche d’inverno quando finisce la stagione turistica e tutte le attività si riversano nella pastorizia e nella cura delle prelibate patate di Naxos.

In sella ad uno scooter si va alla scoperta di spiagge incontaminate e deserte, di rocce minerali dai colori sorprendenti e di fondali dalle acque cristalline da cui è possibile vedere affiorare tartarughe giganti e nuotare branchi di pesci indisturbati. Una costante di questa isola è il vento che avvolge i bianchissimi marmi dell’isola di cui sono fatti i reperti dell’antico Impero greco e le statue in pietra alte dieci metri abbandonate quattro mila anni fa tra le rocce dell’entroterra. Una realtà inusuale di un contesta familiare: può capitare di fermarsi per strada fuori una pasticceria ad assaporare i gustosi dolci tipici e vedere arrivare la signora del negozio accanto ad offrire cordialmente un fresco bicchiere d’acqua.

Dalla magia di Naxos si viene ricapultati nella realtà giungendo ad Atene, una realtà di sventure e povertà dovuta alla crisi economica che ha trasformato le strade secondarie della celebre città in quartieri sporchi e drasticamente trasandati al limite della civile sopravvivenza umana. Non è difficile trovare tra le bancarelle per turisti angoli nascosti adibiti a case di fortuna per chi forse prima una casa ce l’aveva insieme ad un lavoro che la discesa economica gli ha strappato via a forza. Una città che ancora tentenna a riprendersi con la sua IVA al 24%, con i suoi negozi sgombri e con gli occhi tristi dei suoi cittadini. Eppure non è complicato immaginaria ai grandi splendori dell’Impero basta entrare in uno dei tanti siti archeologici e camminare sotto le maestose colonne dei templi passati per sentirsi piccoli rispetto al mondo e all’Olimpo degli idei che i greci volevano celebrare.

Nelle immagini ho voluto raccontare la piccolissima parte di Grecia che ho vissuto, una Grecia contraddittoria di bianche spiagge bianche delle sue isole e di neri marciapiedi della sua capitale.

testo a cura di Elisabetta Sisti

GRECIA

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